Vogliamo ricordare Andrea Camilleri, con la dichiarazione che fece lo scorso gennaio, dopo lo sgombero di migranti a Castelnuovo di Porto, da lui condannato come persecutorio:

Attenzione, stiamo entrando assolutamente in un regime di violenza e di prepotenza. Non solo di “difesa contro l’emigrazione”, oscena, perché i porti devono essere aperti a tutti, mai chiusi, perché i porti spesso sono la riva sognata da gente, da migliaia di persone. Gli si chiude la porta in faccia. Non solo: si comincia a perseguitare coloro che ormai sono italiani, integrati perfettamente. Questa è un’ossessione, rendetevene conto.

NON IN NOME MIO. Io mi rifiuto di essere un cittadino italiano, complice di questa nazista volgarità”.

Camilleri non è stato solo un grande uomo di cultura, è stato anche un esempio di cittadino, impegnato socialmente e politicamente per la difesa della dignità e della libertà di ogni persona.